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Trattamento antitumorale con gli anticorpi monoclonali anti-PD-1 / anti-PD-L1: l’espressione di PD-L1 non è un biomarker per la selezione dei pazienti


Le strategie atte a migliorare l'efficacia del sistema immunitario contro la malattia tumorale rappresentano una importante innovazione, con la recente attenzione focalizzata sugli anticorpi monoclonali anti-PD-1 / PD-L1.

Gli studi clinici hanno dimostrato oggettiva attività clinica di questi farmaci ( ad esempio, Nivolumab [ Opdivo ], Pembrolizumab [ Keytruda ] ) in diversi tumori, tra cui il melanoma, il carcinoma polmonare non-a-piccole cellule, il cancro della vescica, del testa-collo squamoso, il carcinoma a cellule renali, il cancro ovarico, il tumore del colon-retto con instabilità del microsatellite, e il linfoma di Hodgkin.

L'espressione di PD-L1 nel microambiente tumorale risulta essere di fondamentale importanza per l'attività terapeutica, e le evidenze iniziali avevano indicato che l’espressione di PD-L1 sulle cellule tumorali era associata a tassi di risposta più elevati.
Tuttavia, le osservazioni successive hanno messo in dubbio la prospettiva di utilizzare l'espressione di PD-L1 come biomarker per la selezione dei pazienti per la terapia, soprattutto perché molti pazienti considerati PD-L1-negativi hanno tratto un beneficio dall’impiego di questi anticorpi monoclonali.

È importante sottolineare che non c'è ancora una evidenza definitiva per la determinazione di PD-L1 e un riferimento di cut-off per lo status di positività per PD-L1 non è stato ancora stabilito.
L'immunoistochimica con differenti anticorpi e diverse soglie è stata impiegata per definire la positività per PD-L1 ( 1-50% ), con una netta superiorità di una soglia rispetto a un’altra nell’identificazione dei responder all’immunoterapia oncologica.

Inoltre, il tipo di cellule in cui l'espressione PD-L1 è più rilevante non è stato ancora definito.

In conclusione, mentre l'espressione di PD-L1 è spesso un fattore predittivo di risposta al trattamento, deve essere integrata da altri biomarcatori o caratteristiche istopatologiche, come la composizione e la quantità di cellule infiammatorie nel microambiente tumorale e il loro stato funzionale.
Algoritmi multi-parametro quantitativi o semi-quantitativi possono diventare strumenti utili e affidabili per guidare la selezione dei pazienti. ( Xagena2016 )

Festino L et al, Drugs 2016; 76: 925-945

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